Perché è importante parlare delle proprie influenze artistiche
Ogni artista è il risultato di ciò che ha visto, amato e studiato. Le influenze artistiche non sono copie, ma radici: ci ricordano da dove siamo partiti e spiegano a chi guarda le nostre opere come si è formato il nostro linguaggio visivo. Raccontare le proprie influenze significa invitare il lettore a entrare nel dietro le quinte, a scoprire che ogni linea, ogni colore e ogni scelta nasce da un percorso fatto di passioni, esperienze e tentativi lunghi una vita.
Un mix di passioni e formazione
Il mio stile non è nato tutto insieme, ma è il frutto di un mix di passioni e di anni di sperimentazione. Ho sempre cercato un modo per unire ciò che mi emoziona: il cartoon con le sue linee morbide e giocose e il kawaii con la sua dolcezza.
Nel corso del tempo ho seguito diversi percorsi formativi che mi hanno dato basi solide e stimoli continui ed oltre ai vari corsi sulle piattaforme online ho seguito un corso accademico con la scuola di illustrazione Pencil Art.
Ognuno di questi mi ha lasciato qualcosa che veicolo ancora oggi nei miei lavori.


Le mie influenze artistiche principali
Le mie influenze sono tante e molto diverse tra loro. Tra i nomi che hanno davvero segnato il mio percorso c’è Mathias Adolfsson, con i suoi mondi fantasiosi e le sue scene piene di dettagli intricati. I fumetti hanno sempre fatto parte della mia vita: Lupo Alberto, Cattivik, Mafalda, i Peanuts e Love is per esempio, mi hanno insegnato quanto un tratto semplice possa raccontare storie complesse. Dylan Dog, i manga, i cartoni animati degli anni ’70 e ’80, le anime giapponesi e i film di Myiazaki mi hanno prima trasmesso poi aiutato a conservare la passione per il disegno
Nelle mie illustrazioni, i colori sono parte del viaggio, insolito, ma sempre pieno di significato.
Non ho sempre disegnato così. In passato il mio stile era molto diverso, abbastanza realistico, fatto di matite, carboncini e osservazione attenta ma sentivo che mancava qualcosa. Credevo forse di non essere abbastanza brava e da ipercritica quale sono, quello che disegnavo non mi convinceva mai. Ho poi scoperto che dovevo fare il contrario, che più che aggiungere dovevo togliere: Less is More recita uno dei mantra più famosi anche in ambito pubblicitario, e io che pubblicitaria lo sono stata per venti anni come avevo fatto a non capirlo subito?

Così sono tornata alle linee essenziali della mia infanzia e delle prime influenze trovando finalmente il mio mondo, lo stile che più mi rappresenta e che mi dà una vera gioia. Lo chiamo stile Kawaii-toon, non credo esistesse prima di me.
Colori che nascono dai sogni
Se per decenni ho disegnato solo a matita e al limite carboncino perché i colori non mi attiravano, oggi il mio rapporto con loro è ben diverso, non uso colori tipicamente kawaii perché le mie palette arrivano dai sogni, non quelli che faccio ad occhi aperti ma quelli che si manifestano di notte, mentre dormo. Molte delle scene o dei mondi che disegno sono davvero rappresentazioni fedeli dei miei sogni notturni e con essi voglio trasportare nel mondo vigile anche le palette di cui sono composti. Perciò i miei lavori sono diversi dal kawaii tradizionale, che usa combinazioni cromatiche di pastelli al neon.
Nelle mie illustrazioni, i colori sono parte del viaggio, insolito, ma sempre pieno di significato.
Uno stile semplice ma non infantile
A prima vista, il mio stile può sembrare “da bambini” ma in realtà è pensato per gli adulti.
- Perché la semplicità del segno parla al lato emotivo di ciascuno di noi.
Spoiler: I bambini non hanno bisogno di riscoprire il loro lato emotivo perché fa già parte di loro. - Perché la tenerezza dei personaggi accende la nostalgia positiva e la voglia di leggerezza.
Spoiler: i bambini sono già positivi e leggeri non hanno bisogno delle mie illustrazioni per ricordarselo. - Perché dietro linee morbide e figure dolci si nascondono temi universali come la gentilezza, la condivisione, la creatività.
Spoiler: i bambini sono naturalmente portati ad essere gentili, a condividere e ad essere creativi, siamo noi adulti che talvolta abbiamo bisogno di ricordarci l’importanza di questi temi!
È uno stile nato per sorridere e per gioire ed è pensato per chi, di sorridere, ha tanto bisogno.
ConclusionI
Come tutti i percorsi artistici, anche il mio è fatto di influenze e tanta ricerca, io ho dalla mia parte i sogni e soprattutto il desiderio di trovare un linguaggio mio in grado di donare gioia e serenità a chi lo guarda.
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