che delusione questa streghetta!
Durante gli anni di studio alla scuola di illustrazione è nata una streghetta, curiosa e colorata, che sembrava chiedermi di raccontare la sua storia, tavola dopo tavola. Così ha preso forma il mio desiderio di creare un libro illustrato per bambini, con lei come protagonista.
In quel periodo seguivo anche un modulo separato e specifico sull’illustrazione per l’infanzia che mi aveva letteralmente conquistata, quindi l’idea di scrivere la storia, fare ricerca e disegnarla usando l’acquerello digitale mi entusiasmava molto. Sono partita con mille idee confuse, alcune cambiate in corsa tanto che ho ridisegnato 2 o 3 tavole da capo perché non mi convincevano o non si adattavano bene alla parte di racconto cui erano dedicate, poi piano piano tutto si è allineato.
Ho passato mesi a dare vita alla mia streghetta, pixel dopo pixel, trascorrendo le serate dopo il lavoro, i weekend e i giorni di festa sulla tavoletta grafica ascoltando podcast per compagnia.
Non vedevo l’ora di arrivare alla fine e strada facendo fantasticavo sul momento in cui avrei inviato la mia opera alle case editrici.

Le difficoltà di una streghetta che voleva diventare un libro
Il percorso non è stato semplice. Non avevo mai scritto né illustrato un’intera storia: la tecnica, la coerenza tra testo e immagini, le scelte stilistiche, tutto era nuovo. A volte il racconto mi sembrava banale, altre volte le illustrazioni scollegate. Capitava spesso che quello che disegnavo non somigliasse affatto a ciò che avevo in mente.
Eppure, ho continuato. Con ostinazione, fino alla fine.
Quando ho concluso l’ultima tavola non ho provato sollievo o gioia come immaginavo ma una sorta di disagio. Avevo investito così tanto tempo ed energia… e ora? Quello che vedevo non mi convinceva più. La mia streghetta mi sembrava il prodotto di un sogno mal riuscito. Valeva davvero la pena inviarla a un editore?
una streghetta in Self publishing
Nonostante i mille dubbi, buttare via tutto non era un’opzione. Il libro non era perfetto, ma meritava un posto nel mondo! Inoltre, so da sempre di essere abitata dalla sindrome dell’impostore, poteva essere forse questo il vero problema piuttosto che il lavoro in se?
Così ho pensato: e se pubblicassi la mia streghetta su Amazon? Avevo già autoprodotto “Il Collezionista di Storie“, quindi sapevo che mi bastava caricare il materiale, ordinare la bozza, controllare che fosse tutto a posto e pubblicare, ma anche qui sono sorte difficoltà: Amazon ha opzioni limitate per i supporti e io avevo in mente una qualità specifica per il prodotto finale, così Nila, la streghetta dei colori si è arenata sull’ultimo scoglio.

Conclusioni
Da allora, non ho più riaperto il file e sono trascorsi mesi; ho preso un paio di illustrazioni a caso solo per inserirle in questo articolo. Sembrano belle illustrazioni, in fondo.
Oggi è un progetto più stanco che deluso ma credo che certi progetti vadano lasciati decantare, perché quando ci si lavora tanto sulle cose, il cervello non è più in grado di distinguere il buono dal mediocre e, chissà perché, la mia bussola sembra tarata al contrario.
Forse più in là potrei rivalutare le strade oppure cercarne di nuove ma al momento non so dire se ne valga ancora la pena. Magari no, o magari lo lascio lì a riposare e a riposarmi ancora un po’.

